Un borgo di pietra sopra una stretta baia verde, un'iscrizione glagolitica nel muro di una chiesa e una strada costiera con le isole del Quarnero all'orizzonte. La costa orientale è l'Istria più selvaggia.
La costa occidentale dell'Istria è fatta di rive dolci, pinete e porti veneziani. Attraversando la penisola verso est, l'atmosfera cambia. Qui la terra sale ripida dal mare, il Monte Maggiore (Učka) riempie il cielo e la costa guarda il Golfo del Quarnero e le lunghe sagome delle isole di Cres (Cherso) e Lošinj (Lussino). I paesi si aggrappano ai pendii, d'inverno la bora soffia forte e i visitatori sono molti meno. Al centro di questa costa si trova Plomin (Fianona), uno dei piccoli borghi più sorprendenti dell'Istria.
Dove si trova Plomin?
Plomin si trova sulla strada principale lungo la costa orientale, tra Labin (Albona) a sud e la galleria del Monte Maggiore e Opatija (Abbazia) a nord. Il borgo antico sorge su un crinale alto sopra la baia di Plomin, un'insenatura lunga e stretta che penetra a fondo nella terra e sembra quasi un fiordo. Giù, in riva al mare, c'è l'abitato più recente di Plomin Luka, il porto. I più ci passano diretti altrove; vale la pena fermarsi.
Il borgo antico
La vecchia Plomin è minuscola, pochi vicoli di case in pietra stretti attorno alla chiesa parrocchiale, con varchi tra gli edifici che inquadrano la baia direttamente sottostante. La sua storia risale all'antichità: in epoca romana qui sorgeva un insediamento chiamato Flanona, che diede il nome anche al Sinus Flanaticus, come i Romani chiamavano il Quarnero. Nei secoli successivi Plomin appartenne al Patriarcato di Aquileia e poi a Venezia, e tratti delle sue antiche mura si riconoscono ancora ai margini del borgo.
Oggi molte case sono vuote o abitate solo d'estate, il che dà al borgo un'aria quieta e un po' malinconica. Cammini piano, osservi i portali e le cornici delle finestre scolpiti, e scoprirà i dettagli consumati dal tempo di un luogo che un tempo contava molto più di oggi.
Che cos'è la lapide di Plomin?
Il grande tesoro di Plomin è incastonato nel muro della piccola chiesa di San Giorgio il Vecchio. Qui, accanto a un rilievo scolpito molto più antico che raffigura una figura umana, si trova una delle più antiche iscrizioni glagolitiche della Croazia, datata di solito all'XI secolo. Il glagolitico era l'antica scrittura slava usata per secoli in Istria e nel Quarnero per i libri liturgici e le iscrizioni, e la lapide di Plomin è una delle sue prime testimonianze in pietra.

Il rilievo è ancora più antico e viene generalmente attribuito all'antichità; spesso è interpretato come una raffigurazione del dio Silvano. Vederli insieme, una figura antica e un'antica iscrizione slava sullo stesso piccolo muro, è una silenziosa lezione su quanti strati di storia porti con sé l'Istria. Se il tema La appassiona, il Viale dei Glagoliti vicino a Roč e Hum, nell'Istria settentrionale, prosegue il racconto.
La baia di Plomin

Dal margine del borgo antico e dalla strada che lo sovrasta, la vista sulla baia di Plomin è una delle più spettacolari della penisola: un sottile nastro d'acqua turchese tra pendii ripidi e boscosi. In fondo alla baia sorge una centrale termoelettrica a carbone con una ciminiera altissima, che divide le opinioni. Per alcuni è una ferita nel paesaggio, per altri fa parte della storia industriale di questa costa, plasmata dalle miniere di carbone per gran parte del Novecento. In ogni caso, la baia resta bellissima, soprattutto nella luce morbida della sera.
Sulla costa orientale le montagne scendono fino all'acqua, e ogni curva della strada apre una nuova vista sulle isole.
Cos'altro vedere sulla costa orientale
- Brestova. A nord di Plomin, il piccolo porto traghetti di Brestova collega l'Istria con Porozina sull'isola di Cres. Anche se non deve attraversare, la strada che scende al porto regala belle vedute sul Quarnero.
- Labin e Rabac. A sud di Plomin, la città vecchia di Labin in collina e la località balneare di Rabac (Porto Albona) sono la base migliore su questa costa. Consulti la nostra guida a Labin e Rabac.
- Raša. Una cittadina costruita negli anni Trenta per i minatori del carbone (in italiano Arsia), con strade pianificate e una singolare chiesa di Santa Barbara, patrona dei minatori. È un esempio insolito di architettura moderna nell'Istria rurale.
- Učka. La montagna alle spalle della costa è un parco naturale con sentieri escursionistici e ampie vedute su tutta la penisola e sul Quarnero. Legga escursioni nel Parco naturale del Monte Maggiore.
- Kršan e il Čepić polje. Nell'entroterra di Plomin, i paesi ai piedi del Monte Maggiore guardano su un'ampia piana che un tempo era un lago, con antichi castelli e chiese sparsi sui pendii.
Buono a sapersi
- In auto. La strada costiera è panoramica ma tortuosa, con pochi punti di sosta. Proceda con calma e usi le piazzole segnalate per le fotografie.
- Parcheggiare a Plomin. Parcheggi lungo la strada principale ai piedi del borgo antico e salga a piedi; i vicoli sono troppo stretti per le auto.
- La bora. In inverno e in primavera la bora, vento di nord-est, può soffiare con grande forza lungo questa costa. Controlli le previsioni se intende guidare o prendere il traghetto.
- Bagni. La costa orientale ha spiagge di ciottoli e calette, soprattutto intorno a Rabac. La baia di Plomin non è il posto migliore per nuotare.
- Chiese. La chiesa di San Giorgio il Vecchio può essere chiusa; l'iscrizione e il rilievo sono sul muro, quindi chieda in loco o segua le indicazioni.
- Abbinamenti. Plomin si inserisce facilmente in una gita che comprenda anche Labin, oppure nel percorso panoramico verso nord fino ad Opatija.
Perché la costa orientale vale la deviazione
La costa orientale dell'Istria non è per tutti. È più ripida, più ventosa e meno levigata di quella occidentale, con meno calette sabbiose e meno caffè sul lungomare. Ma per chi ama i paesaggi spettacolari, i piccoli borghi di pietra e le serate tranquille, ha una bellezza selvaggia che il resto della penisola non può eguagliare. Le case di qui, con muri spessi e piccole finestre rivolte lontano dalla bora, sono una lezione su come costruire in armonia con il clima.


