Un ampio lampadario in vetro verde sopra un lungo tavolo da pranzo, la sua larghezza in proporzione al tavolo sottostante.

Abitare • 6 min di lettura

Come scegliere un lampadario: dimensioni, altezza e vetro

Il Journal / Abitare

Le regole pratiche per dimensionare un lampadario, a che altezza appenderlo sopra un tavolo o in una stanza alta, e come il vetro trasparente, satinato o colorato cambia la luce.

Il lampadario è l’unica luce di una stanza che si guarda, invece di servire a guardare. Scelto bene, dà la scala e l’atmosfera all’intero ambiente, come un bel quadro o un camino. Scelto male, è un oggettino timido perso sotto un soffitto alto, oppure una massa scintillante che tutti devono schivare.

La buona notizia è che quasi tutte le decisioni seguono poche regole semplici. Eccole, nell’ordine in cui le serviranno.

Dove va messo un lampadario?

Parta dalla stanza e dal suo uso, non dall’apparecchio. I lampadari funzionano meglio dove esiste un centro naturale: sopra il tavolo da pranzo, al centro di un soggiorno con un gruppo di sedute sottostante, in un ingresso o in una tromba delle scale con un’altezza da riempire e, con più discrezione, in camera da letto. In ogni caso il lampadario deve dialogare con qualcosa sotto di sé – un tavolo, un tappeto, un gruppo di sedute – così da sembrare ancorato e non sospeso nel vuoto.

Se il tavolo non ha ancora una posizione, la decida prima. Un lampadario centrato sulla stanza ma non sul tavolo è uno degli errori più comuni, e più visibili.

Di che dimensioni deve essere il lampadario?

Per un lampadario al centro della stanza, una regola pratica molto diffusa è sommare lunghezza e larghezza della stanza in metri e moltiplicare per circa otto: il risultato è un diametro ragionevole in centimetri. Una stanza di quattro metri per cinque dà nove, quindi un lampadario di circa 70–75 cm di diametro. Lo consideri un punto di partenza, poi lo adatti all’altezza del soffitto e allo stile del pezzo.

Sopra un tavolo da pranzo decide il tavolo. Un lampadario largo all’incirca da metà a due terzi del tavolo appare equilibrato, e dovrebbe lasciare un margine comodo a ciascuna estremità, così che nessuno sbatta la testa alzandosi. Per un tavolo lungo valuti un apparecchio lineare o due lampadari più piccoli invece di un unico enorme lampadario rotondo.

  • Centro della stanza. Lunghezza più larghezza in metri, per circa otto, dà il diametro in centimetri.
  • Tavolo da pranzo. Da metà a due terzi circa della larghezza del tavolo.
  • Tavolo lungo. Un pezzo lineare, oppure due apparecchi uguali distribuiti lungo il tavolo.
  • Stanze alte e trombe delle scale. Ragioni in altezza oltre che in larghezza: i modelli a più livelli e a cascata riempiono lo spazio verticale.
Un lampadario a più livelli in vetro trasparente lavorato, centrato sopra il gruppo di sedute del soggiorno.
Un lampadario a più livelli in vetro trasparente lavorato, centrato sopra il gruppo di sedute del soggiorno.

A che altezza va appeso un lampadario?

Sopra un tavolo da pranzo, la parte inferiore del lampadario si trova di solito tra 75 e 90 cm sopra il piano. È abbastanza in basso da creare intimità e illuminare la tavola, abbastanza in alto da non ostruire la vista da un lato all’altro. In una stanza più alta si avvicini al valore massimo; con un pezzo molto grande o di aspetto pesante, salga ancora un poco.

Dove si passa sotto – in soggiorno, nell’ingresso o in camera – lasci un’altezza libera sufficiente: un riferimento comune è almeno 2,1 metri dal pavimento al punto più basso. Nelle stanze con soffitti alti, frequenti in molte vecchie case di città istriane, il lampadario può scendere ben al di sotto del soffitto, e anzi dovrebbe farlo, perché la sua luce raggiunga le persone nella stanza e non l’intonaco sopra di loro.

Quanto all’altezza dell’apparecchio stesso, per un pezzo importante un’indicazione di massima è di circa 20–25 cm di lampadario per ogni metro di altezza del soffitto. Un soffitto di tre metri regge comodamente un pezzo di 60–75 cm.

Se il tavolo non ha ancora una posizione, la decida prima. Il lampadario segue il tavolo, non il soffitto.

Vetro trasparente, satinato o colorato?

Il vetro cambia la luce quanto la forma. Il vetro trasparente scintilla: diffonde piccoli punti luminosi nella stanza e appare vivace, soprattutto nei pezzi lavorati o sfaccettati. Lascia però vedere le lampadine, quindi la loro forma e il loro colore contano. Il vetro satinato, opalino o lattimo diffonde la luce in un bagliore morbido e uniforme, più gentile con i volti e più riposante per gli occhi in camera o in una stanza bassa. Il vetro colorato – ambra, fumé, verde – tinge l’intera stanza. La sera può essere bellissimo, ed è bene vederlo acceso prima di decidere.

Il vetro fatto a mano, di cui Murano è l’esempio più noto, presenta piccole irregolarità, bolle e variazioni di spessore che catturano la luce come il vetro stampato a macchina non sa fare. La nostra guida all’illuminazione in vetro di Murano spiega a che cosa prestare attenzione.

Lampadine, dimmer e colore della luce

  • Bianco caldo. Intorno ai 2700 K è adatto a sale da pranzo e soggiorni; valorizza la pelle, il legno e la pietra.
  • Buona resa cromatica. Cerchi un CRI elevato, perché cibo e volti appaiano naturali.
  • Sempre un dimmer. Un lampadario alla massima potenza serve per pulire. A cena deve brillare piano.
  • Lampadine uguali. Temperature di colore diverse nello stesso apparecchio danno un effetto a macchie, soprattutto attraverso il vetro trasparente.
  • Verifichi i dati dell’apparecchio. Usi lampadine della potenza e del tipo indicati dal produttore.
In camera da letto, un lampadario in vetro lavora insieme alle applique e a una lampada sul comodino, non da solo.
In camera da letto, un lampadario in vetro lavora insieme alle applique e a una lampada sul comodino, non da solo.

Installazione: peso, soffitti e case antiche

I lampadari in vetro possono essere pesanti. Prima dell’acquisto, sappia di che cosa è fatto il suo soffitto e come verrà fissato l’apparecchio. Solai in calcestruzzo, travi in legno e controsoffitti leggeri in cartongesso richiedono ciascuno fissaggi diversi, e una vecchia casa in pietra può riservare sorprese sopra l’intonaco. Un elettricista qualificato dovrebbe verificare il punto di fissaggio e l’impianto, e montare un dimmer compatibile con le lampadine. Se sta ristrutturando, stabilisca la posizione e un punto di fissaggio rinforzato prima che il soffitto venga chiuso.

Pensi anche alla pulizia. Un lampadario sopra la tromba delle scale fa un effetto magnifico, ma è difficile da raggiungere. Chieda se gli elementi in vetro si possono smontare e lavare, e se l’apparecchio può essere abbassato.

Il lampadario come parte della stanza

Il lampadario è il protagonista, non l’intero progetto di illuminazione. Lo combini con lampade all’altezza delle sedute, applique e, dove serve, una discreta luce a soffitto per le attività. Il nostro articolo su come illuminare una villa stanza per stanza spiega come i diversi livelli di luce lavorano insieme.

Lampisa, l’atelier istriano con cui collaboriamo, propone illuminazione, compresi lampadari in vetro di Murano, nel suo catalogo online. Poiché realizza anche mobili su misura, può considerare insieme il tavolo, la stanza e la luce, e mostrarle il lampadario in un render 3D della sua stanza prima della scelta. Se ha dubbi su dimensioni o altezza, invii le misure della stanza e una foto, e chieda.

Lettere dall’Istria

Una email al mese: nuove storie, case da vedere e la stagione che arriva.